Ciao Maurizio!

Come promesso, eccoti qualche articolo che analizza, dal punto di vista scientifico, la seduzione.

L'ABC della seduzione

Chi può dire esattamente cosa sia? Uno sguardo, un sorriso indefinibile, il tono della voce, un certo modo di camminare o di muovere le mani.
Piccoli segnali, capaci però di calamitare l'attenzione, emozionare, far nascere l'attrazione, il desiderio, imbrigliare la mente.
In una parola: sedurre.
Per cercare di analizzare, capire, definire questo comportamento comune a tutti eppure cosi' sfuggente, la scienza ha negli ultimi anni fatto molti sforzi. Oggi la psicologia è in grado di spiegarne le fasi, i meccanismi e i possibili sviluppi; l'etologia ne ha individuato le radici nel comportamento dei nostri antenati animali; la pstichiatria ha imparato a curarne le deviazioni patologiche.
Ecco, che cosa è stato scoperto e cosa ancora rimane da capire.

Il segreto? Dare fiducia.

Innanzitutto non esiste, riconoscono tutti gli studiosi, una formula unica della seduzione. L'irresistibilità di Sharon Stone è molto diversa dalla sensualità di Marylin Monroe. E se Sylvester Stallone può usare, per attrarre, i suoi muscoli, Woody Allen sa essere ancora più efficace con le sue battute. <>, spiega il sessuologo G. Abraham, <>.

Basta dunque desiderare per essere seducenti? Troppo bello per essere vero.E la lunga lista di mancate seduzioni, fallimenti che tutti, chi più chi meno, abbiamo conosciuto, lo prova. Talvolta può addirittura succedere il contrario. Secondo un esperimento condotto su un centinaio di studenti all'università della Florida, ad avere maggiori chance di seduzione sono le persone che prima dimostrano indifferenza. Il test cercava di misurare le sensazioni di un gruppo di ragazzi che trascorrevano una serata insieme per la prima volta. Ovviamente i simpatici sono piaciuti di più rispetto a quelli sgarbati, ma a risultare più attraenti in assoluto sono stati quelli che da un approccio un po' freddo, nel corso della serata, sono progressivamente passati alla gentilezza, all'apprezzamento. Questo perchè un interesse graduale appare più sincero e fondato di un iniziale e immotivato entusiasmo. Un'arte, ma per tutti Secondo altre ricerche, questo atteggiamento, che equivale sostanzialmente al "fare i difficili" del buon senso comune, è però una tecnica ad alto rischio, difficile da mettere in pratica. Gli studi della psicologa americana E. Hatfield, dell'università della Florida, indicano che risulta davvero irresistibile chi riesce a dare l'impressione di essere interessato solo a quel determinato partner e indisponibile per chiunque altro. Sedurre è insomma un gioco divertente ma complicato. Che a volte inebria e a volte delude. La prima che ci provò fu Eva. Le bastò una mela per sedurre Adamo. Ma non aveva concorrenza. Nella vita di tutti i giorni ci vuole ben altro: accurate strategie, attenzione all'imponderabile e soprattutto rispetto dei tempi e delle fasi. Il fatto che sia difficile non vuole però dire che sia impossibile. Anzi: secondo gli esperti tutti possiamo colpire al cuore chi ci piace. Come? Scoprendo il nostro punto di forza e mettendolo in evidenza. <>, suggerisce Abraham. Ma piacersi non sempre è facile come sembra. Chi ha dei dubbi sul proprio fascino potrebbe provare a fare un semplice esericizio: guardarsi allo specchio come se si trattasse di un'altra persona. <>, spiega Abraham, <>.

Qualunque ambiente può fare da cornice alla seduzione. Esistono però, come hanno dimostrato le ricerche, situazioni più favorevoli di altre. Condividere una forte emozione, per esempio, può far scoccare il colpo di fulmine. Le storie d'amore che nascono durante la guerra, ma anche quelle in vacanza ne sono la dimostrazione. In Canada, a Vancouver, gli psicologi hanno escogitato un esperimento per dimostrarlo: si è svolto su un ponte sospeso che oscilla nel vuoto sopra un canyon. Un'affascinante ricercatrice si è messa a metà del ponte e ha cominciato a intervistare su un progetto di ricerca gli uomini di passaggio. Alla fine dell'intervista ha consegnato a tutti il suo numero di telefono e li ha invitati a chiamarla per fornire altri pareri. Il giorno dopo la maggior parte degli intervistati ha telefonato. Ma quando la stessa donna ha ripetuto l'esperimento in un luogo tranquillo, gli uomini che hanno telefonato sono stati meno della metà.

Anche l'eccitazione fisica legata al ballo, unita alla condivisione del divertimento, rende le persone più disponibili. Ecco perchè la discoteca, il luna park, i viaggi sono gli scenari più favorevoli alla seduzione. Fa sentire più vicini anche vivere un'esperienza che sia speciale per chi ne è coinvolto: superare un ostacolo, raggiungere una meta. Molti si trovano a sedurre o a essere sedotti frequentando un corso professionale, preparando insieme un esame, allenandosi in palestra, correndo nel parco ogni mattina alla stessa ora.

Sedurre, spiegano gli scienziati, fa bene, <>. dice R. Rodriguez Escudeiro, psicoterapeuta a Milano. <>. Certo, c'è il rischio di fallire. Ma poichè nei rituali di seduzione si procede per gradi, il gioco può essere interrotto in qualsiasi momento, e l'insuccesso non è quasi mai plateale. Nessuno, infatti, si azzarda in genere a chiedere a una persona appena conosciuta di fare del sesso. Prima di un approccio così esplicito si cerca di farsi un'idea delle probabilità di successo. <>, continua Rodriguez: <>. Contemporaneamente si controlla se l'oggetto delle nostre attenzioni ci osserva. Se è così, con un po' di coraggio si può passare a una seconda fase: l'avvicinamento. <>. Man mano che il corteggiamento prosegue, la coppia supera la diffidenza iniziale, le distanze si accorciano senza arrivare, per ora, al contatto fisico.

In questa fase si realizza un curioso fenomeno che gli scienziati chiamano "sincronizzazione motoria". In pratica a ogni azione dell'uno segue, con tempi di reazione che si riducono progressivamente, un'azione di risposta dell'altro. Gli esperti, ricorrendo a cineprese ad alta velocità per scomporre i movimenti, hanno scoperto che quando la seduzione è in una fase avanzata l'eco di un gesto si verifica dopo mezzo secondo. Due individui che, qualche giorno prima, non si conoscevano acquistano in poco tempo una sincronia di movimenti e una sintonia di pensiero rara anche in gemelli abituati a convivere da sempre. Se uno accavalla le gambe lo fa anche l'altro, se sono sedutia un tavolo hanno entrambi lo stesso atteggiamento, se lei parla lui annuisce ancora prima che lei finisca la frase. Basandosi su questi segnali si può stabilire fin dall'inizio se l'approccio è destinato ad avere successo. Una sequenza di avvicinamento graduale, come questa, serve a evitare lo smacco a chi non supera l'esame. Ma offre anche un altro vantaggio: dà la possibilità ai partner di conoscersi, valutando il livello di compatibilità e quindi la possibilità, in ultima analisi, di costruire una famiglia insieme. Se infatti è l'attrazione fisica a spingere per primo un uomo e una donna a conoscersi, quando si tratta di costruire una storia d'amore entrano in gioco le affinità  elettive: un insieme di punti in comune sul modo di intraprendere la vita, pensare ed esprimere i sentimenti. Anche se ognuno ha il suo metodo, insomma, gli studiosi sono riusciti a scoprire che i gesti che accompagnano l'approccio, e le tappe di questo, sono spesso uguali.

Secondo l'antropologo D. Morris le fasi fondamentali del gioco della seduzione sono addirittura quasi identiche. Non cambiano se a condurre il gioco è un uomo o una donna, se il seduttore è una persona esperta o alle prime armi. Mutano solo le tecniche: c'è chi fa vibrare le corde della tenerezza, chi gioca la carta dell'ironia, chi quella della sensualità. Ecco come Morris vede le fasi principali.

PRIMA TAPPA: la scelta.

In qualsiasi situazione, la prima cosa da fare è guardarsi attorno per scegliere tra i possibili candidati chi più ci attrae. Dopodiché in genere escogitiamo il modo per stabilire un contatto con lo sguardo che sembri casuale. Fissare gli estranei può apparire infatti un atteggiamento di minaccia, pertanto è necessario aggirare il problema.

SECONDA TAPPA: contatto.

Possiamo segnalare il nostro interesse con un sorriso oppure semplicemente con uno sguardo. Guardare negli occhi è una regola che vale anche in molte altre situazioni. Non per nulla guardiamo in faccia le persone con le quali vogliamo parlare: chi rifiuta di guardarci rifiuta la conversazione. Una prova? Il fatto che i baristi servono per primi i clienti che li guardano dritti negli occhi.

TERZA TAPPA: conoscenza.

Se il sorriso o lo sguardo vengono ricambiati, facciamo il passo successivo: cerchiamo di conoscerci. In questa fase la conversazione va appena oltre le presentazioni. Chi fa parte di un gruppo e si conosce già, di solito decide di fare qualcosa insieme: servire da bere agli amici, scegliere della musica, per esempio. Se questo primo approccio rivela un partner non adatto, si può rinunciare senza offendere i sentimenti altrui.

QUARTA TAPPA: occhi negli occhi.

Quando si decide di andare oltre, ci si guarda l'un l'altro negli occhi. Il piacere del contatto visivo è una caratteristica inconfondibile della seduzione. Così facendo possiamo controllare il grado di dilatazione delle pupille della persona che abbiamo di fronte. Se gli occhi del partner presentano enormi pupille nere, vuol dire che suscitiamo una reazione positiva.

QUINTA TAPPA: contatto fisico.

Un altro segno di accettazione è il permesso di toccare. Inizialmente è un contatto senza particolari significati: si sistema la sciarpa al collo del partner, gli si scostano i capelli dal viso, gli si prende la mano con la scusa di aiutare. Anche una semplice stretta di mano più lunga del solito durante le presentazioni può avere lo stesso significato. Il primo contatto fisico tra due persone che si attraggono a vicenda assume spesso un'intensità enorme. Anche se dura pochi attimi e riguarda parti del corpo poco erogene.

SESTA TAPPA: fianco contro fianco.

Il passo successivo è il braccio intorno alla spalla, seguito dal braccio intorno alla vita, che implica maggiore intimità: i corpi si avvicinano e i fianchi si toccano.

SETTIMA TAPPA: baci e abbracci.

Giunge così il momento dell'abbraccio accompagnato, nella maggior parte delle culture, dal bacio sulla bocca.

OTTAVA TAPPA: carezze sulla nuca.

Le carezze sulla nuca e sul viso costituiscono una fase ulteriore. Questi contatti apparentemente poco importanti indicano una profonda intimità perchè la testa è una parte del corpo molto vulnerabile. Quindi, prima concedere al partner piena libertà di accarezzarla, si deve essere instaurato un grande senso di fiducia. Il naturale passo successivo è il sesso.

A presto :-)

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Articolo estratto dalla rivista "FOCUS"

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Saverio